Demolizione scuola Mambelli, Prospettiva Atri: “Non accettiamo ambiguità in tema di salute pubblica”
L'attacco al sindaco Ferretti

Prospettiva Atri attacca il sindaco della città ducale, Piergiorgio Ferretti, di aver comunicato in maniera poco chiara la vicenda legata all’amianto trovato durante la demolizione della scuola Mambelli.
“Il 17 giugno il Comune comunicava testualmente che, dopo il nulla osta della ASL, «i lavori sono regolarmente ripresi» e che non sussisteva alcun rischio per la collettività. Sabato il Sindaco ha raccontato una situazione diversa. Apprendiamo, infatti, che il nulla osta del 16 giugno riguardava esclusivamente le operazioni di rimozione e smaltimento dell’amianto, mentre la normale attività di demolizione non poteva riprendere senza ulteriori campionamenti dell’aria e una successiva autorizzazione della ASL. Le due versioni non possono essere entrambe vere”, esordisce Prospettiva Atri.
“Se il 17 giugno dovevano riprendere soltanto le operazioni di bonifica, il Comune aveva il dovere di dirlo chiaramente. Invece ha utilizzato una formula che lasciava intendere alla città che il problema fosse ormai risolto e che il cantiere fosse tornato alla normalità, mentre le verifiche sanitarie erano ancora in corso”.
E ancora: “Su un tema che riguarda la salute pubblica non sono accettabili ambiguità, mezze verità o rassicurazioni premature. I cittadini non possono essere tranquillizzati con una versione comoda, per poi scoprire soltanto dopo che erano ancora necessari analisi, controlli dell’ARTA e un nuovo nulla osta per riprendere la demolizione”.
“Accogliamo con sollievo il primo risultato negativo dei campionamenti, che vogliamo venga reso pubblico, e attendiamo l’esito dell’ulteriore verifica disposta dalla ASL e affidata all’ARTA. La salute dei residenti, dei lavoratori e degli studenti del vicino Liceo viene prima di qualsiasi polemica e di qualsiasi esigenza di tutela dell’immagine politica dell’Amministrazione.
Ma il risultato rassicurante arrivato successivamente non rende corretta la comunicazione diffusa quando gli accertamenti non erano ancora conclusi”.
“Il Sindaco”, prosegue Prospettiva Atri, “che detiene anche la delega ai lavori pubblici, deve spiegare perché il 17 giugno sia stata fornita alla città una rappresentazione tanto diversa da quella ricostruita oggi. L’intera Giunta e i partiti che sostengono la maggioranza non possono restare in silenzio. La responsabilità politica di informare correttamente la cittadinanza appartiene a tutta l’Amministrazione”.
“Anche questa volta hanno pensato più alla salvaguardia del consenso che ai cittadini.
Sembra di ascoltare di nuovo le rassicurazioni sul bilancio, quando dicevano alla città che i soldi erano «in banca», salvo poi ritrovarci con un disavanzo di 13 milioni di euro e una città bloccata negli investimenti sul futuro”.
“Da oltre cinque giorni attendiamo, inoltre, la documentazione richiesta al Comune: gli atti della ASL, le prescrizioni impartite, i verbali di sospensione, il piano di bonifica, i risultati delle analisi e tutta la documentazione sulla gestione del cantiere. Per legge, avremmo dovuto riceverla entro cinque giorni dalla richiesta protocollata tramite PEC”.
“Anche sui fondi PNRR servono spiegazioni precise. Il Comune ha assicurato che un eventuale ritardo oltre il 30 giugno non rappresenterebbe un problema e che sarebbe possibile ottenere una proroga fino a due mesi. Noi non stiamo affermando che il finanziamento andrà perduto. Ci auguriamo, al contrario, che l’intervento venga completato e che non vi sia alcuna conseguenza economica negativa per il Comune. Ma, poiché è stata l’Amministrazione a manifestare questa sicurezza, ora deve spiegare ai cittadini su quali atti concreti la fondi.
Atri ha diritto alla verità, completa e immediata. Un diritto negato troppe volte negli ultimi quindici anni!”.



