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Nereto. Assolto per incapacità di intendere e volere E’ l’esito del giudizio di primo grado nei confronti di Alberto Garzarelli, 56 anni, ex tabaccaio di Nereto, che nel maggio dello scorso anno, sparò (colpendolo di striscio), il consigliere provinciale Luciano Giansante. Episodio accaduto all’esterno di un bar.
Poi la vicenda proseguì, con l’arma che si inceppò e l’uomo che si barricò in casa, lanciando benzina contro i carabinieri, prima di costituirsi.
L’uomo era accusato di tentato omicidio, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione illegale di arma da fuoco.
La sentenza è stata emessa dal gup del tribunale di Teramo, con il rito abbreviato, condizionato alla perizia psichiatrica. Perizia che ha stabilito l’incapacità di intendere e volere dell’imputato con pericolosità sociale attenuata.
L’uomo (difeso dall’avvocato Florindo Tribotti), dopo un periodo di detenzione, si trova in libertà vigilata in una comunità protetta in Umbria per un periodo di tre anni.
Il consulente tecnico (Ctu), come fa rilevare Gloria Ciabattoni, legale di parte civile di Luciano Giansante, ha valutato la pericolosità sociale come attenuata, “solo per via delle attuali misure di prevenzione scelte dal tribunale (permanenza in struttura a doppia diagnosi), ma ha anche espresso la necessità che Garzarelli resti lontano dal luogo di origine ed assolutamente controllato, motivo per cui il pm – come la parte civile – hanno formulato le loro richieste finali in tal senso”.
Garzarelli non rimarrà lì per un periodo di tre anni, ha una rivalutazione sulla pericolosità a cadenza triennale (anziché semestrale come di solito si decide) questo significa che, se ancora sussistente allo scadere del primo periodo, resterà in comunità per altri tre anni.