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Penne. Ospedale San Massimo di Penne al centro, questa mattina, di una seconda conferenza stampa per presentare il dossier sui Pronto Soccorso provinciali redatto in questi mesi dal vice presidente del consiglio regionale Antonio Blasioli, affiancato dalla segretaria del circolo PD di Penne, Margherita D’Agostino, e dalla segretaria del circolo di Loreto Aprutino, Antonella Di Martile.
Blasioli ha posto nuovamente l’accento sul considerevole aumento del numero di accessi al Pronto Soccorso del San Massimo: “Nel 2024 se ne sono registrati ben 15.000, un dato largamente superiore rispetto alle annualità precedenti che ha rappresentato con ogni evidenza un aiuto alla precaria situazione del Pronto soccorso di Pescara, dove i pazienti stazionano in area boarding anche per 13 giorni. Disagi che hanno determinato invece una flessione del dato relativo all’afflusso, visto che gli accessi sono scesi da 104.000 a circa 70.000”.
“In un recente accesso agli atti ho chiesto alla Direzione della Asl di Pescara quanti fossero i medici necessari per il Pronto Soccorso di Penne, e mi è stato risposto che si va da un minimo di 6 ad un massimo di 14 medici”, ha spiegato Blasioli, ma “al momento il Pronto Soccorso di Penne si regge solo su 3 dirigenti medici a tempo indeterminato e 3 già in quiescenza e riassunti con contratto di collaborazione, professionisti che personalmente ringrazio per il prezioso supporto offerto alla sanità provinciale, ma che, data l’età avanzata (si tratta di medici settantenni), faticano a recuperare dopo i turni stressanti di un Pronto soccorso che lavora a ritmi elevati e solo uno oltretutto copre i turni di notte. È evidente dunque che il reparto sia sotto organico e la situazione ormai insostenibile. Non bastasse questo, sono anche tenuti a coprire turni di routine al Pronto Soccorso di Popoli”.
I problemi del Pronto Soccorso del San Massimo sono “inoltre aggravati dalla mancanza di posti letto”, aggiungono gli esponenti Pd, L’unità dispone infatti di spazi ridotti, al punto da non contemplare più di 3 pazienti in attesa. Per questo il Pronto Soccorso si appoggia spesso sui 24 posti del reparto Medicina, purché siano liberi, e sui 4 letti aggiuntivi destinati a Chirurgia e Ortopedia. Nel periodo Covid, come denunciammo all’epoca, sono stati smantellati i 19 posti letto di Geriatria che avrebbero fatto comodo sia al Pronto Soccorso che a Medicina, i cui medici sono costretti a fare avanti e indietro tra un padiglione e l’altro, cioè tra il reparto e gli ulteriori 4 posti letto situati nel vecchio padiglione presso il reparto di Chirurgia e ortopedia, per controllare i pazienti che quindi non sono sempre sorvegliati”.
“Ad oggi, in tutto l’ospedale di Penne, rispetto agli 85 stabiliti su carta, i posti letto sono solo 38. E prima della Rete ospedaliera voluta dal centrodestra ammontavano a 77”, incalza Blasioli, “Spesso i pazienti sono ricoverati in un reparto diverso da quello che li ha presi in carico e sono dunque sprovvisti di vigilanza continua. In Medicina ad esempio ci sono stanze con 5 ricoverati, mentre altri 4 pazienti vengono ricoverati fuori dal reparto, parcheggiati in chirurgia e ortopedia. Ciò significa che il medico che copre il turno pomeridiano o notturno nel reparto di medicina può arrivare ad avere il controllo di 35 ricoverati dislocati su due padiglioni diversi: medicina nel nuovo padiglione e ortopedia e chirurgia al quarto piano del vecchio blocco. Un reparto diffuso che non può riuscire, malgrado l’abnegazione del personale, a garantire un’assistenza efficiente”.
Altro problema riguarda la radiologia, in quanto a Penne non lavorano più radiologi incardinati nel presidio ospedaliero: “Arrivano da Pescara”, riferisce il consigliere regionale, “per una turnazione, assicurando la presenza solo dal lunedì al sabato e solo fino alle 14, con il risultato che la domenica e nel pomeriggio gli esami radiologici non possono essere eseguiti, se non chiamando i tecnici di radiologia reperibili, i quali però, una volta eseguite le lastre le trasmettono al medico radiologo che sta in Pronto Soccorso a Pescara per la telerefertazione. Questa situazione rallenta il pronto Soccorso di Penne e il tempo di intervento sul paziente, così come rallenta il radiologo del Pronto Soccorso di Pescara che oltre ai casi di Pescara, non pochi, deve refertare anche quelli di Penne. Ma c’è di più, perché se dopo le 14 necessaria la TAC con mezzo di contrasto il tecnico senza medico non può più intervenire e il meccanismo s’inceppa definitivamente, con tempi e costi esorbitanti. Occorre infatti trasportare il paziente a Pescara con ambulanza – sia l’autista che l’infermiere vengono chiamati entrambi tra quelli in reperibilità, per non sguarnire il personale di servizio – e una volta giunti al Pronto Soccorso del Santo Spirito occorre attendere a lungo per eseguire l’esame e poi ottenere il referto. Solo a quel punto il paziente viene riportato a Penne: un viaggio della speranza estenuante e dispendioso”.
“Alla luce di quanto esposto, come si può parlare di ospedale di base in assenza di consulenze mediche a supporto delle diagnosi cliniche? Come si può avere un pronto Soccorso senza radiologi per i due terzi della giornata? Per avere risposte abbiamo presentato una specifica interpellanza che mette nero su bianco i dati carenti oggi evidenziati e che reclama tempi certi per il ripristino di una situazione di legalità e di sicurezza sanitaria e lavorativa”, conclude il Dem.
Arriva con una nota la replica della Direzione Strategica della ASL di Pescara
Presso l’Ospedale San Massimo di Penne è presente un totale di 38 posti letto destinati all’Area Funzionale Omogenea (AFO) chirurgica, di cui 17 situati al quarto piano e 21 al terzo piano. Tali posti letto sono a servizio delle Unità Operative di Chirurgia Generale, Ortopedia e Traumatologia, Otorinolaringoiatria, Ostetricia e Ginecologia. Inoltre, l’Ospedale dispone di un servizio di Chirurgia Endoscopica e di un’Unità di Oculistica che esegue anche interventi chirurgici in day surgery, con particolare riferimento alla rimozione della cataratta.
La struttura ospedaliera include, inoltre, anche 24 posti letto per il reparto di Medicina Generale, oltre ai servizi di Oncologia e Cardiologia.
Il Pronto Soccorso di Penne registra circa 15.000 prestazioni all’anno ed è pienamente operativo. Attualmente, l’organico è composto da 3 medici a tempo indeterminato e 3 medici con contratti di collaborazione continuativa. Nonostante i ripetuti bandi di concorso e avvisi pubblici per il reclutamento di personale medico specializzato in Medicina d’Urgenza, le selezioni finora espletate non hanno prodotto esiti positivi, in quanto gli avvisi sono andati deserti. Tuttavia, l’Azienda Sanitaria ha recentemente pubblicato un nuovo bando di mobilità e prevede a breve l’indizione di un ulteriore concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di nuovi medici.
Per quanto concerne il servizio di Radiologia, le attuali difficoltà sono direttamente riconducibili alla carenza di medici, nonostante i continui tentativi di reclutamento attraverso procedure concorsuali. La sicurezza dei pazienti, comunque, è garantita da specifici protocolli e procedure operative.
Relativamente ai posti letto di Lungodegenza, essi sono stati temporaneamente collocati presso il Presidio Ospedaliero di Pescara. Tale misura si è resa necessaria in considerazione dell’ampio intervento di ristrutturazione in corso presso il Presidio Ospedaliero di Penne, finalizzato alla riqualificazione degli edifici destinati alla degenza. I lavori in atto richiedono la predisposizione di un’area tecnica che consenta il proseguimento delle attività sanitarie senza comprometterne l’operatività. Non appena le condizioni logistiche e strutturali lo permetteranno, i posti letto verranno immediatamente collocati nella loro sede definitiva di Penne.
La Direzione della ASL di Pescara ribadisce il proprio impegno nella valorizzazione dell’Ospedale San Massimo di Penne, garantendo continuità assistenziale e investendo nel potenziamento delle risorse professionali e strutturali per migliorare ed assicurare la qualità dei servizi offerti ai cittadini.