
Pescara. Sul caso inerente alla presenza della formica nella confezione di un biscotto servito in una delle mense scolastiche di Pescara, l’Ufficio pubblica istruzione del Comune ha inviato una contestazione formale all’impresa che si è aggiudicata la gestione delle stesse mense, che ora potrà fornire i propri chiarimenti e spiegazioni entro i prossimi 10 giorni.
Lo hanno riferito il vicepresidente del Consiglio comunale Claudio Croce e l’assessore alla Pubblica istruzione Valeria Toppetti replicando alle interrogazioni presentate dal consigliere comunale del Pd Piero Giampietro.
“Nel frattempo”, proseguono Croce e Toppetti, “abbiamo chiesto a tutti gli addetti, per quanto di competenza, di raddoppiare la propria azione di vigilanza e controllo a tutela dei bambini e delle famiglie. Entro le prossime ore, invece, la stessa impresa aggiudicataria, la RTI Elior Ristorazione e Sh Gestioni, dovrà aver dato seguito a quanto previsto nel contratto di appalto nella gestione delle eventuali eccedenze alimentari derivanti dalle mense, ovvero i pasti non consumati, con la consegna degli alimenti alla Caritas di Pescara”.
“Partiamo dal ‘caso’ della formica spuntata fuori dalla confezione di un biscotto bio servito in una mensa scolastica – hanno spiegato il vicepresidente Croce e l’assessore Toppetti -: come da informativa ricevuta in data 1 aprile 2025 dal dirigente Marco Molisani e dalla Responsabile unica del procedimento Alessandra Di Zio, il ‘caso’ in oggetto corrisponde al vero. Come riferito nella stessa informativa, gli Uffici comunali preposti alle mense scolastiche sono venuti a conoscenza dell’episodio nelle prime ore del giorno 27 marzo attraverso un video rimbalzato sui canali social. Per quanto riguarda i provvedimenti adottati dal Comune a tutela della salute pubblica dei 3700 bambini e bambine che fruiscono del servizio di refezione scolastica nelle scuole pubbliche comunali, la Rup ha immediatamente trasmesso il video in argomento al RTI Elior Ristorazione e Sh Gestioni, chiedendo per le vie brevi la scheda tecnica del prodotto e attivando immediatamente il Direttore dell’Esecuzione del Contratto IBS Innovative Business Service per i consequenziali provvedimenti”.
“La mattina seguente”, spiegano ancora Croce e Toppetti, “la Rup e il Dec si sono recati presso il centro di cottura di Borgomarino, ove era conservato il biscotto proveniente dalla scuola di Via Scarfoglio, e dopo aver accertato la veridicità della segnalazione, hanno rintracciato la provenienza del biscotto e nell’azienda di produzione hanno acquisito una serie di informazioni e documentazioni inerenti l’adeguatezza dello stoccaggio, le fasi di miscelazione, stampaggio, cottura, raffreddamento e confezionamento dei Biscotti Monoporzione Bio lotto 2531, l’adeguatezza del layout del forno e la periodica sanificazione dei veicoli adibiti a trasporto. Dal canto suo il Concessionario, il 28 marzo 2025, ha inviato al fornitore una scheda di non conformità del prodotto, come da procedura aziendale, richiedendo la documentazione dei controlli di processo previsti dal piano di autocontrollo del fornitore in merito a quanto rilevato, sia per l’ambiente che per le materie prime utilizzate, delle attività di monitoraggio degli infestanti previste presso lo stabilimento e delle azioni correttive intraprese al fine di evitare il ripetersi della non conformità. Si è in attesa del riscontro da parte del fornitore. La Rup Di Zio, in data 31 marzo 2025, ha trasmesso una contestazione scritta al Concessionario con preavviso di applicazione di penale, pari a 2.000 euro ai sensi dell’articolo 19 del CSA, trattandosi di rinvenimento di corpi estranei organici e inorganici negli alimenti, dando 10 giorni di tempo per fornire eventuali controdeduzioni”.
“Ovviamente è nostro impegno seguire il ‘caso’ e garantire il rispetto di quanto previsto nell’offerta tecnica da parte della ditta aggiudicataria del servizio delle mense scolastiche nell’interesse e a tutela dei bambini, delle famiglie, della città e della sua immagine, e nel rispetto rigoroso degli impegni assunti, sollecitando gli Uffici preposti, a partire dal dirigente e dalla Rup, a garantire la massima vigilanza, per quanto di competenza, anche al fine di applicare, là dove necessario, le penali previste nel capitolato”, concludono.