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Chieti

Chieti, Palazzo Nolli: ecco come rinascerà uno dei luoghi e importanti del patrimonio storico della città

Chieti. Partiti i lavori di rigenerazione delle ex scuole Nolli: un intervento finanziato con fondi PNRR per circa 3.400.000 e appaltato alla ditta teatina Coged di Alberto De Cesare. Oggi si è tenuta la conferenza congiunta fra Comune, Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le Province di Chieti e Pescara, direttore dei lavori e ditta esecutrice. A illustrare gli interventi gli assessori a Lavori Pubblici e Politiche sociali Stefano Rispoli e Alberta Giannini, i funzionari SABAP architetto Emanuela Criber e dott. Federico Giannini storico dell’arte, il direttore dei lavori architetto Lorenzo Leombroni, i responsabili della ditta che li effettuerà.

“La rinascita di Palazzo Nolli fa parte dei dieci interventi di rigenerazione e rifunzionalizzazione urbana finanziati con i fondi del PNRR, e si aggiunge a interventi importanti su palazzi storici come Eden, Massangioli e Principessa di Piemonte, per restituire un’identità al centro storico e una risposta anche ai servizi alla cittadinanza – così l’assessore ai lavori Pubblici Stefano Rispoli -. Questi spazi hanno una storia importante, quella della famiglia Nolli, giunta ai vertici della politica locale e nazionale a cavallo fra 700 e 800 – soprattutto con Antonio, camerlengo della città e poi ministro sotto Giuseppe Bonaparte, e con Rodrigo, deputato al primo parlamento del Regno d’Italia nel 1861 – ma storicamente sono diventati parte della memoria cittadina come scuola. Li restituiremo alla comunità con finalità sociali, per la realizzazione di un centro diurno integrato, che unisce la nostra azione a quella delle Politiche sociali, dell’assessora Alberta Giannini, ma anche di Mara Maretti, con la quale è stato impostato il lavoro. Si comincerà un percorso anche con le associazioni perché si proceda contemporaneamente ai lavori. Questa rigenerazione è importante, poiché innestata pure a quelle che saranno rese possibili dai fondi Pinqua, con la via dei conventi che ridaranno vita al centro storico in modo rispettoso dell’identità e della storia dei luoghi, ma con nuove funzioni”.

“Siamo veramente orgogliosi di essere riusciti a ridare vita anche a questo palazzo, con un indirizzo sul sociale – così l’assessora Alberta Giannini – . Da progetto diventerà uno splendido centro diurno per anziani, non un centro socio sanitario e con le dovute accortezze soprattutto per le persone autistiche, consentendo di avere a Chieti un riferimento per le persone che soffrono di autismo, soprattutto quelle adulte. La bellezza del palazzo deve essere goduta da tutta la città, come elemento fondamentale di inclusione sociale: studieremo interconnessioni fra i cittadini e le associazioni che si occupano di disabilità. Oggi sono particolarmente orgogliosa perché questi lavori, e la rinascita che produrranno, saranno una risposta concreta per i cittadini più fragili. Ringrazio Mara Maretti in qualità di ex Assessore alle Politiche sociali, che ha scelto questo progetto e che ho potuto successivamente rendere concreto, grazie al lavoro dell’Assessore Stefano Rispoli, dei dipendenti dei Servizi Sociali e dei Lavori Pubblici”.

“Questo e gli altri cantieri di rigenerazione di palazzi storici sono per la Soprintendenza motivo di attenzione e grande lavoro: questo palazzo in particolare è un luogo fortemente identitario per la città, sia per la originale proprietà dello stesso, appartenente alla famiglia Nolli e decorato per volontà di Antonio Nolli che è stato un importante personaggio politico per la città e anche a livello nazionale, e sia per la funzione successiva che ha avuto, ovvero di scuola elementare, un ruolo riconosciuto dall’intera comunità – così l’architetto Emanuela Criber, funzionaria della Soprintendenza – . Come per tutti gli altri luoghi della cultura interessati da riqualificazione, abbiamo avviato sin da subito un nostro coinvolgimento sin dalla fase di progettazione attraverso continui sopralluoghi. Palazzo Nolli, più di altri immobili, ci ha riservato la sorpresa di volte che erano state coperte e che torneremo a mostrare, notevoli per la loro bellezza. Abbiamo avuto la fortuna di giungere all’individuazione dell’autore che ha realizzato gli affreschi del salone d’onore, grazie al lavoro e all’esperienza del collega Federico Giannini: c’era stata nel XIX secolo una prima attribuzione da parte dell’erudito Vincenzo Zecca a Giacinto Diano, autore della volta del salone del vicino Palazzo Martinetti Bianchi – oggi sede del Museo Barbella –. Giannini propone invece il nome dell’artista napoletano Alessandro Fischetti (1773-1802). Stiamo facendo approfondimenti, perché sono studi che viaggiano di pari passo al cantiere, ma ci concedono di riscostruire anche la storia di quello che è stato principalmente un palazzo di riferimento dalla città, dalla fine del ‘700 in poi, grazie alla famiglia fondatrice. La sorpresa è il recupero di opere di valore anche nelle volte degli ambienti prossimi al salone d’onore. Il fatto che il Comune decida di restituire alla città un patrimonio importantissimo, che appartiene appunto alla storia della città, è per noi occasione di studio, ma ha altresì un valore sociale e culturale di notevole rilevanza: il palazzo oggi si propone come un’eccellenza non solo nel tessuto urbano di Chieti, ma anche nella regione”.

“Svolgiamo attività di controllo dei lavori e della spesa, perché vogliamo procedere secondo i tempi scanditi del PNRR – così il direttore dei lavori Lorenzo Leombroni –, oltre a gestire una fase avviata con la Soprintendenza di ricognizione dei luoghi, che è stata già importante e che ci motiva a svolgere un intervento di qualità finalizzato al riuso dell’edificio; lavoro che è ispirato alla tutela, perché questo palazzo ha una valenza culturale di rilievo. Per noi è un onore agire in questo senso, supportati anche dall’impresa e, a quasi sedici anni dalla chiusura di questo luogo a causa del sisma, è oltremodo significativa anche la restituzione del cantiere alla città, per dare corso ad un nuovo inizio”.

N.B. Il dipinto murale del salone d’onore di 𝐏𝐚𝐥𝐚𝐳𝐳𝐨 𝐍𝐨𝐥𝐥𝐢 di Chieti, commissionato da 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐍𝐨𝐥𝐥𝐢 verosimilmente nella primavera del 𝟏𝟕𝟗𝟗, è stato realizzato da 𝐀𝐥𝐞𝐬𝐬𝐚𝐧𝐝𝐫𝐨 𝐅𝐢𝐬𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢 (attribuzione di Federico Giannini, funzionario storico dell’arte della SABAP CH-PE). L’illustrazione principale è incorniciata da ricchi apparati ornamentali, costituiti da raffigurazioni di bassorilievi ad imitazione dei modelli romani, 𝐠𝐫𝐨𝐭𝐭𝐞𝐬𝐜𝐡𝐞, 𝐠𝐢𝐫𝐚𝐥𝐢 𝐯𝐞𝐠𝐞𝐭𝐚𝐥𝐢, 𝐟𝐞𝐬𝐭𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐟𝐫𝐮𝐭𝐭𝐚 𝐞 𝐯𝐚𝐬𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐦𝐨𝐫𝐞𝐢 𝐢𝐧 un’anticipazione dello 𝐬𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐦𝐩𝐞𝐫𝐨, su alzate sorrette da putti. Ai quattro pennacchi vi sono degli ovali istoriati sostenuti da arpie, e le scene illustrano 𝐒𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐝𝐢 𝐀𝐩𝐨𝐥𝐥𝐨, divinità questa che è protagonista anche della scena nell’ovale centrale.

Qui 𝐀𝐩𝐨𝐥𝐥𝐨 è accolto in cielo da 𝐍𝐢𝐤𝐞, in virtù della sua vittoria nella contesa con Marsia. In basso c’è 𝐏𝐥𝐮𝐭𝐨𝐧𝐞, accovacciato a terra e che sta per essere coperto ad un ampio manto da parte di due amorini, mentre in alto, 𝐅𝐞𝐭𝐨𝐧𝐭𝐞 tenta di frenare i cavalli del carro del sole; a destra, infine, 𝐂𝐞𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐅𝐥𝐨𝐫𝐚 spargono i loro doni, rinnovando nel mondo la fioritura delle messi. Il culto apollineo, espresso dal soffitto Nolli, è una chiara allusione alla formazione illuminista del committente: 𝐢𝐥 𝐭𝐫𝐢𝐨𝐧𝐟𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐩𝐨𝐥𝐥𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐭𝐫𝐢𝐨𝐧𝐟𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐩𝐞𝐫𝐚𝐫𝐞.

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