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Abruzzo. Continuano i lavori dell’Osservatorio sull’accesso al credito e alle imprese che, alla sua seconda convocazione, pone l’attenzione sull’allarmante problema della desertificazione bancaria che sta colpendo la regione Abruzzo.
Dopo la prima riunione tenutasi nel novembre scorso, i componenti dell’Osservatorio regionale, compreso il delegato di Casartigiani Abruzzo Flaviano Montebello, si sono ritrovati nella sala D’Ascanio nella sede del Consiglio regionale in piazza Unione a Pescara. Su iniziativa dell’assessore alle Attività produttive Tiziana Magnacca, è stata invitata altresì una rappresentanza di sindaci di piccoli comuni delle quattro province abruzzesi.
Il punto messo all’ordine del giorno e la platea estesa delle parti coinvolte denotano, secondo i coordinatori regionali di Casartigiani Abruzzo Dario Buccella e Flaviano Montebello, la sensibilità dell’attuale governo regionale e dell’Assessorato competente rispetto al tema del credito e la consapevolezza che esso non sia relegato agli interessi dei soli soggetti interessati, come le imprese e le famiglie, ma sia una vera e propria questione sociale.
Dall’analisi svolta è emerso che ben il 60% dei comuni abruzzesi non ha uno sportello bancario attivo, con comprensibili ripercussioni negative sulla qualità della vita e degli affari. Il fenomeno della soppressione degli sportelli bancari non risparmia nemmeno i centri più popolosi.
Casartigiani, seppur consapevole della gravità di quanto è emerso dal tavolo tecnico dell’Osservatorio, ritiene un primo passo utile, come stabilito alla fine dei lavori, di instaurare un confronto con l’Abi a livello regionale e verificare le cause che spingono gli istituti bancari a chiudere gli sportelli. Il rapporto che ne deriverà sarà preso in esame per elaborare nuove strategie e politiche per arrivare ad efficaci soluzioni.