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E’ confronto aperto tra opposizione e l’assessore regionale Nicoletta Verì sul percorso legato alla realizzazione delle case di comunità.
E sui numeri si accende la disputa.
La polemica del Pd. La cifra del fallimento dell’attuale destra al governo della Regione Abruzzo sta, forse più di tutto, nel flop che si prospetta sulla realizzazione delle Case di comunità.
Dopo il Covid tutti abbiamo compreso l’importanza della sanità territoriale, così nel PNRR sono state previste per l’Abruzzo 40 Case di Comunità per un investimento di 63,4milioni. Di queste però solo un progetto è stato terminato, 15 sono quelli avviati, 24 sono fermi.
Sembra che questa destra le Case di comunità però non le voglia, non si comprende bene in base a quale farneticante motivo. D’altronde Meloni, Marsilio e Biondi erano contrari proprio al PNRR e l’utilizzo più ampio che ne hanno fatto è stato quello di un bancomat per interventi non sostanziali, ma utili per lo più a costruire consenso.
Nella città dell’Aquila, addirittura, la casa di comunità è stata prevista dentro l’ospedale San Salvatore, qualcosa senza senso, proprio perché queste strutture servirebbero a diffondere servizi sanitari sul territorio e alleggerire così gli ospedali da una parte dell’utenza, e lasciarli così concentrare sui casi più acuti. L’ipotesi di realizzarla, come suggerito da molte associazioni di medici e cittadini, nell’area dell’Ex OP di Collemaggio – baricentrica per la zona centrale e quella Est della città – non è stata presa nemmeno in considerazione, nonostante quella sia una proprietà della Asl, con una sua specifica vocazione sanitaria.
Ma a parte quella di Casoli (Ch), nessuna casa della comunità è operativa sui territori dove erano previste: Montereale, Rocca di Mezzo, San Demetrio né Vestini, Avezzano, Carsoli, Trasacco, Civitella Roveto, Sulmona, Castelvecchio subequo, Castel di Sangro, Chieti, Chieti Scalo, Guardiagrele, Francavilla, Ortona, Lanciano, San Vito, Vasto, San Salvo, Casalbordino, Atessa, Villa Santa Maria, Castiglione Messer Marino, Gissi, Montesilvano, Pescara, Scafa, Spoltore, Cepagatti, Penne, Isola del Gran Sasso, Bisenti, Martinsicuro, Montorio, Nereto, Roseto, Teramo e Silvi.
Con buona pace dunque anche per le aree interne, di cui in molti a destra si riempiono la bocca, senza poi però offrire i servizi necessari per poterci vivere, anche quando i soldi per realizzarli ci sarebbero.
Solo l’8% di questi 63milioni, utili a portare servizi sanitari sul territorio, lì dove più servono, sono stati spesi e a breve potrebbero essere persi perché, se non utilizzati entro il prossimo anno, dovranno essere restituiti. Dimostrazione plastica dell’inciviltà di questa destra al governo che dietro parole vacue sta condannando a morte l’Abruzzo, non riuscendo neanche dove sarebbe facile riuscire, grazie alla presenza di fondi e di idee, non paga evidentemente nemmeno della lezione del Covid, succube probabilmente dell’egemonia culturale no-vax presente al suo interno, con buona pace delle case di comunità.
In una regione in cui il 9% della cittadinanza rinuncia già alle cure, noi del Partito Democratico abbiamo tutta un’altra idea della sanità e delle aree interne.
Le case di comunità vanno realizzate immediatamente nei territori, come se non ci fosse un domani, per decongestionare gli ospedali e dare servizi reali alle persone nei quartieri delle città e nei piccoli Comuni, per necessità che non comprendono ovviamente le urgenze più gravi, ma tutta una serie di cure di cui si ha bisogno nel quotidiano e per cui è complicato rivolgersi ai Pronto soccorso e agli sportelli già intasati e di cui conosciamo bene, purtroppo, i disastrosi tempi d’attesa.
La replica dell’assessore Nicoletta Verì. “I toni catastrofici dell’opposizione non trovano conferma nelle fonti istituzionali. Il processo di riqualificazione della rete territoriale è in corso e le strutture di assistenza finanziate dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) saranno ultimate entro i termini prescritti dalla Commissione Europea.
Certamente il percorso realizzativo è insidioso perché non sempre dipende dalla volontà e dalla perseveranza del Governo regionale ma, posso affermare con orgoglio, siamo riusciti a rispettare tutti gli obiettivi intermedi.
I lavori devono essere conclusi entro marzo 2026 e presto avremo le prime 5 Case della Comunità realizzate con fondi PNRR: Ortona, San Vito Chietino, Cepagatti, Martinsicuro, Montorio Al Vomano.
Il quadro nazionale non ci pone in coda alle altre regioni: se le 40 Case della Comunità finanziate con fondi PNRR sono in linea con i tempi previsti, l’Abruzzo presenta un grado di attivazione minimo, insieme a quasi tutte le altre regioni d’Italia ad eccezione di Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, proprio a ragion del fatto che la rete prevede uno sviluppo definitivo nel 2026.
Forniamo qualche numero per essere più precisi, il finanziamento complessivo per le Case di comunità è pari a 63.414.170,70 euro, che devono essere rendicontati dopo marzo 2026 e, ad oggi, abbiamo speso quasi il 10 % della somma disponibile. In alcuni casi superiamo il 40% della quota sostenuta.
I lavori sono in corso e proseguono speditamente per le seguenti CdC: Castelvecchio Subequo, Carsoli, Civitella Roveto, Castel Di Sangro, Montereale, Trasacco, L’Aquila, Avezzano, Ortona, San Vito Chietino, Francavilla Al Mare, Casoli, Lanciano, Chieti, Cepagatti, Spoltore, Teramo, Bisenti, Martinsicuro, Montorio Al Vomano. Mentre per gli altri lavori si sta concludendo la fase progettuale per poi inaugurare la consegna del cantiere.
In generale si tratta di lavori importanti con finanziamenti che si attestano a valori ordinari per le capacità di una ASL Abruzzese e, quindi, realizzabili nei tempi richiesti”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità,
Nicoletta Verí.