
Il consigliere regionale Dino Pepe (Pd) torna sulla protesta in consiglio regionale e le accuse che ne sono nate sul piano politico.
“Perché ci sia speranza, diceva Sant’Agostino, occorrono due elementi: indignazione e coraggio.
Con la manifestazione di giovedì in Consiglio regionale i cittadini hanno dimostrato di avere ancora la speranza che questa regione possa essere governata diversamente, con attenzione alle esigenze e ascolto dei disagi che quotidianamente i cittadini vivono.
Tante e tanti abruzzesi hanno deciso di essere presenti a L’Aquila per ribadire le preoccupazioni legate ad una sanità pubblica che non da risposte, ma ha accumulato quasi 200 milioni di disavanzo in 6 anni” scrive in una nota il Consigliere regionale Dino Pepe.
“Il diritto alla salute è punto fermo della nostra Costituzione, pilastro fondamentale del nostro Paese. I dati sulle lunghe liste d’attesa, la mobilità passiva dilagante, i 120 mila abruzzesi che hanno rinunciato alle cure e i 60 mila senza medico di famiglia, ci dicono che in Abruzzo questo diritto è compromesso.
L’aumento della tassazione da parte della maggioranza di centro destra ha naturalmente provocato la protesta, ciò che Marsilio e i suoi non hanno compreso è l’enorme frustrazione che gli abruzzesi vivono nel dover pagare più tasse non per avere più servizi o per mantenere una sanità in salute, ma per ripianare debiti prodotti da una sanità malata, incapace di offrire cure e prevenzione in maniera accettabile ed adeguata.
È questo il cortocircuito che ha di fatto reso vano il paragone maldestramente fatto da Marsilio con regioni come l’Emilia Romagna, regioni in cui il servizio sanitario funziona, regioni in cui i cittadini si sentono garantiti nel loro diritto alla salute” prosegue il Consigliere Dem.
“Ma la destra di Marsilio è andata oltre.
Anziché chiedere scusa agli abruzzesi, alle centinaia di pacifici manifestanti, alle quattro sigle sindacali che hanno indetto la manifestazione (CGIL-CISL-UIL-UGL) e a tutte le parti sociali che nelle Commissioni hanno espresso contrarietà alla manovra, Marsilio tuona minacce e offese.
Perché i cittadini abruzzesi diventano teppa rossa e la protesta pacifica diventa violenza? Per un fine ben preciso: sviare, offuscare, narrare il falso, spostare l’attenzione dal problema vero: la sanità pubblica abruzzese è in ginocchio” aggiunge Pepe e conclude:” È lo stesso schema usato in campagna elettorale con conti tenuti nascosti e assessori e consiglieri di centro destra che facevano bolle di sapone nei teatri, fingendo che tutto andasse bene. È la perenne macchina della propaganda della destra che da giovedì, però, non funziona più”.