ACCEDI AL CANALE WHATSAPP E RICEVI LE TOP NEWS DEL GIORNO:

ACCEDI AL CANALE
Abruzzo

Riforma fiscale: ecco come cambiano le aliquote Irpef VIDEO

D'Incecco e Mannetti (Lega Abruzzo): in Consiglio prevalso il buonsenso. Il Pd insiste: Marsilio deve dimettersi

“In Consiglio regionale ha prevalso il buonsenso. E’ stato approvato un intervento frutto di un lavoro di mediazione tra tutte le forze politiche, che ha portato alla tutela delle fasce medie così come da noi richiesto.

 

Come Lega Abruzzo, sin dai primi istanti, abbiamo sollecitato una riflessione complessiva sulla rimodulazione dell’addizionale regionale, con l’obiettivo di alleggerire la pressione fiscale soprattutto per i redditi medi e medio-bassi, e su questo abbiamo ottenuto un ottimo risultato”. Così i consiglieri regionali della Lega, Vincenzo D’Incecco e Carla Mannetti.

“E’ stata accolta la nostra proposta di abbassare l’aliquota per i redditi fino ai 28 mila euro, portata oggi all’1,67% rispetto all’1,73%. Ed ancora è stata approvata la riduzione, su cui in questi giorni abbiamo tanto insistito nei vari tavoli, per il secondo scaglione, quello riguardante i redditi oltre i 28 mila euro e fino ai 50 mila euro, portato al 2,87% rispetto al 3,23% iniziale. Accolto, inoltre, il nostro emendamento che prevede che le maggiori entrate derivanti dalla nuova articolazione di aliquote dell’addizionale regionale all’Irpef siano destinate a sostenere il sistema sanitario regionale ed ‘esclusivamente’ alla copertura dell’eventuale quota di disavanzi pregressi delle aziende sanitarie locali posta a carico dell’Ente. Ora l’impegno di tutti – sottolineano – deve essere quello di migliorare sempre di più la qualità dei servizi. Già nei prossimi giorni dobbiamo riunirci attorno a un tavolo e lavorare per abbattere le liste d’attesa e garantire i servizi essenziali di assistenza. Lo dobbiamo agli abruzzesi”.

Enio Pavone (Azione). Quello di oggi è stato il momento della protesta, da domani deve iniziare il momento della proposta.” È con queste parole che Enio Pavone, capogruppo di Azione in Consiglio regionale, ha commentato la mobilitazione che si è svolta a L’Aquila in occasione della seduta del Consiglio Regionale dall’aumento dell’addizionale IRPEF.
“La protesta – ha dichiarato Pavone – è la conseguenza di anni di inefficienze, promesse disattese e scelte sbagliate. Ora serve responsabilità. È necessaria l’istituzione immediata di un tavolo permanente sulla sanità abruzzese che metta intorno allo stesso tavolo amministratori, operatori sanitari, sindacati e esperti del settore per costruire una riforma vera, concreta e condivisa. La sanità abruzzese ha un bisogno disperato di una gestione oculata e basata sui dati che, innanzitutto, vada a tagliare gli sprechi della gestione, intervenga sulle liste d’attesa, definisca standard minimi di qualità e una programmazione pluriennale che consenta l’abbassamento progressivo delle tasse che attualmente i cittadini pagano.”
“Non si può continuare a chiedere sacrifici ai cittadini senza garantire loro un sistema sanitario efficiente e accessibile. L’aumento delle tasse deve rappresentare un’eccezione, non la regola. È tempo di passare dalla gestione emergenziale a una visione strutturale che restituisca fiducia e dignità alla sanità abruzzese” – ha concluso Pavone.

 

Marinelli, Fina e D’Alfonso (Pd). La protesta pacifica e democratica di tante e tanti abruzzesi ha costretto la destra a riunirsi alla chetichella nel chiuso di un bunker per tassare e tartassare i cittadini. Una protesta civile, pacifica e democratica, da parte di persone perbene, che oggi a L’Aquila hanno fatto sentire il loro “no” a una politica fatta di lustrini e belletti ma priva di qualsiasi ancoraggio alla realtà, una politica che offre
una sanità disastrata e ne fa pagare il conto a tutti aumentando l’Irpef.
Lavoratrici e lavoratori, pensionati, giovani e sindaci con le fasce tricolori hanno gridato la propria
contrarietà a questo modus operandi, dicendo basta alle leggi mancia, agli allenamenti del Napoli a
spese del contribuente, ai festival trasformati in passerelle per i politici che li finanziano e alle sagre
da strapaese.
E’ surreale sentire alcuni membri della destra regionale parlare di squadrismo e di presunte
violenze. Si vergognino, e quando parlano di squadrismo piuttosto guardino bene dentro l’ album
della loro famiglia politica.
Dopo 6 anni di nulla, ora mettono le mani in tasca agli abruzzesi.
Marsilio e i suoi amici hanno fallito. Si dimettano.

 

Sante Licheri (Sinistra Italiana). “Parole vergognose queste: meno male che oggi c’erano i mass media che hanno ripreso l’intero svolgimento della pacifica occupazione del consiglio regionale da parte dei sindacati dei partiti e dei cittadini stanchi di tante bugie.
Gli unici che oggi hanno subito violenza sono i lavoratori e i pensionati a cui il voto in consiglio di oggi del centro destra consegna maggiore povertà a fine mese e gli stessi servizi che non funzionano.
E con queste parole dure come macigni, bugie soprattutto, invece di tendere la mano le istituzioni infliggono la seconda coltellata al cuore ai sindacati che ringrazio a nome di Sinistra Italiana Abruzzo.
La loro partecipazione oggi e’ stata fondamentale: hanno ricordato a questo centrodestra che i cittadini Abruzzesi non ce la fanno più di assistere inermi alla distruzione della loro Regione e alle loro continue bugie, il debito lo hanno prodotto loro e vogliono scaricarlo sulle spalle degli ultimi.
In una sede regionale oggi svuotata e in cui Marsilio e compagnia si sono trincerati in un bunker perché spaventati dal confronto democratico con le opposizioni questo indegno finale ci lascia sconcertati.

Emiliano Di Matteo (capogruppo Forza Italia). “Non possiamo che stigmatizzare l’indebita occupazione dell’Aula che ospita il più alto consesso democratico dei cittadini abruzzesi. I metodi e lo stile hanno ricordato l’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti d’America del 2021. Resta il fatto che la democrazia è stata comunque salvaguardata e abbiamo mantenuto un impegno che abbiamo preso con gli abruzzesi. Riduciamo l’aliquota della fascia media che salvaguarda i cittadini con reddito sotto i 50mila euro, che passa dal 3,23 al 2,87 percento. Il nostro obiettivo adesso è un alta soglia di attenzione sulla seconda parte del nostre richieste, ovvero le riforme strutturali che devono essere avviate, tra cui l’anagrafe degli acquisti, l’accentramento di tutte le procedure di gara delle Asl, il controllo sulla spesa farmaceutica e altre riforme che discuteremo con il presidente Marsilio”.

 

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio

Adblock rilevato

Hai Attivato un blocco delle nostre Adv. Cityrumors è un Giornale Gratuito. Se vuoi continuare a leggerlo e supportarlo, per favore non bloccare le nostre pubblicità. Grazie.