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Abruzzo

Sanità in Abruzzo: tra proteste e risoluzioni in vista del consiglio comunale VIDEO

Abruzzo. “Non si può continuare a chiedere sacrifici ai cittadini senza prima fare chiarezza su sprechi, debiti e responsabilità nella gestione sanitaria”. Con queste parole Enio Pavone, capogruppo di Azione in Consiglio regionale, ha commentato la risoluzione presentata oggi alla Commissione sanità per esprimere il posizionamento del partito sul tema del disavanzo sanitario e dell’aumento delle aliquote IRPEF.

 

Nel testo depositato, Azione denuncia un quadro preoccupante: negli ultimi cinque anni la Regione Abruzzo non ha attuato riforme strutturali in grado di migliorare i servizi sanitari e garantire pienamente i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). A fronte di una spesa sanitaria pro capite pari a 2.205 euro, quasi allineata alla media nazionale, il punteggio LEA della Regione si ferma a 182, ben al di sotto della media italiana di 236. “È inaccettabile – afferma Pavone – che con un livello di spesa simile a quello di regioni più virtuose, gli abruzzesi continuino a ricevere servizi insufficienti. Il divario tra risorse impiegate e risultati ottenuti è il sintomo di una gestione fuori controllo. Manca completamente una programmazione seria e un reale polso della situazione: a oggi, la Regione non è nemmeno in grado di fornire un previsionale aggiornato dei dati per il 2025. Se parlassimo di un’azienda, ci troveremmo di fronte a una gestione dissennata, priva di visione e responsabilità”.

La risoluzione evidenzia inoltre come non vi sia ad oggi una certificazione ufficiale del debito sanitario. Per ripianare il disavanzo del sistema sanitario regionale dell’anno 2024 è richiesto alla Regione un recupero di circa 81 milioni di euro, di cui 45 milioni circa con l’aumento dell’addizionale regionale IRPEF, per scongiurare il rischio di un commissariamento del sistema sanitario regionale. “Ma senza un piano chiaro di rientro e senza una reale volontà di individuare un piano industriale dettagliato e trasparente per il miglioramento dei servizi sanitari, che indichi con chiarezza gli obiettivi, gli standard di qualità da raggiungere e le azioni previste per ridurre le disuguaglianze territoriali e garantire l’effettiva erogazione dei LEP – prosegue Pavone – è prevedibile che questi aumenti si ripeteranno negli anni a venire, scaricando ancora una volta il peso fiscale soprattutto sul ceto medio, già fortemente provato in questa manovra”.

Azione chiede alla Giunta regionale di presentare un piano dettagliato per la riduzione degli sprechi, la definizione di standard di qualità del servizio sanitario e l’impegno a non aumentare ulteriormente le aliquote. Inoltre, si ritiene indispensabile che la Giunta espliciti con chiarezza la finalità dell’attuale aumento dell’IRPEF, che deve essere straordinario e limitato nel tempo. Non è accettabile ipotizzare un prelievo strutturale permanente in assenza di un piano organico, di una chiara quantificazione del debito sanitario e di previsioni di spesa affidabili. Il carico fiscale dei prossimi anni non può essere dato per scontato, ma deve essere il risultato di un processo trasparente, fondato su dati certi e su una vera volontà di riforma. “Noi siamo per una sanità pubblica che funzioni, non per un prelievo fiscale permanente che non migliori i servizi” – conclude Pavone.

 

“Al termine delle tante audizioni che si sono svolte in Commissione Bilancio tutti gli auditi si sono dichiarati contrari, per vari motivi, all’aumento della manovra proposta dalla Giunta regionale, che prevede l’aumento delle tasse per gli abruzzesi.

Sindacati, Associazioni di consumatori e di categoria ed esponenti delle istituzioni di vario grado hanno rappresentato le tante difficoltà che quotidianamente investono lavoratori e pensionati abruzzesi e di come il rincaro delle tasse andrebbe a pesare su situazioni già rese critiche dalla pressione fiscale nazionale, dall’aumento dell’inflazione e dalla conseguente riduzione del potere d’acquisto. Silenzio assordante su tutta la questione del Presidente Anci Abruzzo, nonché sindaco di L’Aquila, Pierluigi Biondi” ad affermarlo sono gli esponenti di PD, M5S, AVS, Azione, Riformisti e lista civica Abruzzo Insieme che con Luciano D’Amico compongono la coalizione di opposizione Patto per l’Abruzzo.

“In questi giorni di lavoro in I Commissione – continuano – né l’Assessore al Bilancio né l’Assessore alla Sanità hanno fornito il benché minimo elemento concreto in grado di spiegare i motivi che sono alla base dell’attuale situazione critica e che hanno condotto a 180 milioni di disavanzo delle Asl; e soprattutto non hanno spiegato quali sono le politiche che intendono porre in essere per evitare che il disavanzo si rigeneri, peraltro in misura crescente. Sono state date, sotto richiesta diretta, solo generiche indicazioni su tagli, e riduzione di costi estemporanee, applicati qua e là ma senza presentare alcuna strategia organica che risollevi la crisi del comparto. I risultati di questo modo di gestire sono sotto gli occhi di tutti: dalla medicina territoriale carente, alle liste d’attesa lunghissime; mobilità passiva a 104 milioni, con oltre 120mila abruzzesi che rinunciano alle cure e oltre 62mila che non hanno garantito neanche il medico di base.

Un caos che si rileva anche nelle azioni delle singole forze di maggioranza che hanno presentato emendamenti al Disegno di legge aumenta tasse con ipotesi dissonanti tra loro, a dimostrazione di come la maggioranza sia spaccata e l’Abruzzo sotto una guida inefficiente.

Da queste audizioni – concludono – emerge quanto la Regione Abruzzo a trazione Fratelli D’Italia, Lega, Udc e Forza Italia, sia una macchina fuori controllo dove nessuno è in grado di fornire indicazioni in merito all’avanzamento della spesa, in tutti i settori, e dove nessuno sembra in grado di monitorarne l’andamento, a partire dalla sanità i cui conti dissestati apparivano tali, come testimoniano le relazioni del Ministero vigilante, già da aprile 2024”.

Il capogruppo PD, Silvio Paolucci, interviene sul tema della manovra fiscale, mentre sono in corso, a Palazzo dell’Emiciclo, i lavori conclusivi della Commissione Bilancio per il parere sul progetto di legge “Disposizioni in materia tributaria”.

 

Sarà espresso domani in Commissione Bilancio, il parere finale sul progetto di legge di iniziativa di Giunta regionale, “Disposizioni in materia tributaria”. “Apriamo la discussione generale e domani entreremo nel merito prima del voto dell’Aula, con la seduta di Consiglio che inizierà alle 14”, ha detto il presidente della Prima Commissione, Vincenzo D’Incecco, al termine dei lavori di oggi. “Abbiamo avuto quasi 50 interventi in audizione, svolti in quattro giorni di sedute e abbiamo fatto un ottimo lavoro. – commenta – Sono state sviscerate tutte le questioni, ascoltati gli assessori alla sanità, Nicoletta Verì, e al bilancio, Mario Quaglieri, con i tecnici dei Dipartimenti, chiudendo oggi con un dibattito civile tra i partiti e lavorando con serietà”.

E’ scaduto ieri il termine per presentare gli emendamenti, oggi se ne contano 17, alcuni dei quali sono già stati illustrati nel corso della seduta, “per quanto riguarda i sub emendamenti – ha ricordato D’Incecco – avremo modo di esaminarli per arrivare nella tarda mattinata ad esprimere il parere finale”. Il confronto odierno ha posto al centro della discussione una riforma strutturale del sistema sanitario per garantire qualità nei servizi e sostenibilità della spesa. “Domani sarà il clou della discussione – conclude il Presidente – siamo convinti che la proposta di legge uscirà con possibilità di miglioramento grazie al contributo di tutti. Sarà un dibattito acceso, ognuno tornerà nei rispettivi panni di maggioranza e opposizione apportando sfumature e dettagli rispetto a quanto uscirà dalla Prima Commissione”.

I lavori riprenderanno domani, giovedì 3 aprile, dopo la Commissione di Vigilanza, convocata per le ore 10. Sarà espresso il parere finale sul testo, dopo l’esame di emendamenti e sub emendamenti, quindi il voto dell’Aula sulla proposta che diventerà legge.

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