
Pescara. Si trascina ancora la polemica per il rinvio, motivato con l’emergenza maltempo, della partita Pescara-Arezzo inizialmente programmata per sabato 29 marzo alle ore 15:00 allo stadio Adriatico.
In molti hanno criticato, soprattutto via social network, la scelta di rinviare solo questa tra tantissime altre gare calcistiche in programma, in città e non, in quella giornata dove, peraltro, l’emergenza maltempo aveva concesso una piccola tergua.
Sotto accusa anche il sindaco Carlo Masci per una lettera inviata alla Lega Professionisti, a firma congiunta con il Prefetto, contenente la richiesta di rinvio della partita: “E’ stata dettata unicamente da ragioni di Sicurezza”, afferma.
“Il 28 marzo il G.O.S. della Questura di Pescara”, spiega Masci, “aveva rilevato l’interdizione delle vie di accesso allo stadio per i tifosi ospiti( inserite nel piano della sicurezza redatto a inizio campionato, acquisito e approvato dagli Organi competenti): la chiusura delle strade intorno allo stadio era avvenuta, devo ricordarlo, per garantire l’incolumità pubblica, a seguito della caduta di pini causata dal maltempo. La richiesta di rinvio della gara, effettuata dopo un costante confronto tra il Prefetto, il Questore e il sottoscritto, costituiva, quindi, un atto dovuto, seppur sottoscritta a malincuore”.
Sullo sfondo anche la “rottura” tra la società del Delfino e l’azienda che da oltre 40 anni gestiva il servizio di sicurezza e gli steward che fanno assistenza durante le partite del Pescara: voci di corridoio, infatti, hanno fatto ventilare l’ipotesi che proprio per la mancanza del servizio di sicurezza in occasione di Pescara-Arezzo avrebbe contribuito al rinvio della gara. Le parti sono attualmente ai ferri corti, tra ricorsi legali e accuse di inadempiente.
Anche su questo, Masci commenta: “Colgo l’occasione, poi, per manifestare il mio profondo dispiacere per l’interruzione del rapporto tra la GiaVi Servizi e la Pescara Calcio. Apprendo dagli organi di informazione che dopo oltre 40 anni di servizio, la società di Gianfranco Recinella non sarà più presente all’interno dello stadio con il suo personale addetto alla sicurezza. Gianfranco, i suoi figli e tutti gli steward, rappresentavano un punto di riferimento certo delle partite del Pescara. Non entro nel merito delle motivazioni che hanno portato a questo doloroso inaspettato divorzio, sia perché non conosco i fatti, sia perché non è compito del sindaco entrare in questioni che riguardano attività private, ma mi auguro, da tifoso pescarese, che questa situazione possa trovare una soluzione positiva tra le parti, perché la famiglia Recinella rappresenta un pezzo di storia della pescaresità”.