
Il tribunale del Riesame ha rigettato la richiesta di dissequestro presentato dalle società Rbd e Rdb Ita di Atri, azienda che ha prodotto la trave che avrebbe provocato il crollo nel cantiere dell’Esselunga a Firenze.
I pm Francesco Sottosanti e Alessandra Falcone, nell’ultima udienza, avevano ribadito le esigenze cautelari alla base del sequestro. Provvedimento che invece l’impresa Rdb Ita e la ’consorella’ Italprefabbricati, con gli avvocati avevano contestato.
Per i magistrati tutto ruota attorno al pericolo che l’azienda possa produrre una trave con lo stesso “errore”.
Il pool difensivo, in udienza, ha elencato gli interventi adottati che farebbero invece superare l’attualità del “pericolo“. La due società finite sotto sequestro hanno infatti cambiato la loro governance dopo il coinvolgimento dell’amministratore Alfonso D’Eugenio (nella foto) nell’inchiesta della procura fiorentina.
E, hanno insistito gli avvocati, le società finite sotto sequestro hanno interrotto i rapporti con l’altro indagato, Carlo Melchiorre, l’ingegnere che avrebbe progettato la trave e il “dente“ con un quantitativo insufficiente di armatura del cemento. Per effetto del crollo nel cantiere erano morte cinque persone, tra le quali Luigi Coclite, 59 anni, originario di Montorio. E dunque gli stabilimenti di Atri, Caserta e Piacenza restano sotto sequestro.