Pescara (4-3-3) Plizzari; Pierno, Brosco, Mesik, Milani; Tunjov, Squizzato, Aloi; Merola, Vergani, Accornero. In panchina: Barretta, Di Pasquale, Floriani, Pellacani, Staver, Moruzzi, Mora, Manu, De Marco, Dagasso, Franchini, Masala, Tommasini, Cangiano, Cuppone. Allenatore: Zdenek Zeman.
Cesena (3-4-1-2) Pisseri; Pieraccini, Prestia, Silvestri; Adamo, De Rose, Francesconi, Donnarumma; Saber; Shpendi, Corazza. In panchina: Bagli, Siano, Pitti, Bumbu, Ogunseye, Coccolo, Berti, Pierozzi, David, Piacentini, Giovannini, Nannelli, Varone. Allenatore: Domenico Toscano.
Reti: 27′ Sphendi
Arbitro: Ruben Arena di Torre del Greco.
Senza vittorie da quattro giornate, il Pescara si scontra contro il Cesena capolista e in risultato positivo da ben 13 turni consecutivi. Il clima all’Adriatico è invernale, tra acquazzoni e acqua-neve.
Il Pescara non entra mai in partita e al 27′ il Cesena passa in vantaggio: cross basso di Adamo per Sphendi che a porta sguarnita la deve solo mettere dentro. Un’altra doppia occasione del Cesena sventata da Plizzari al 35′ e, nella sofferenza infinita della squadra di Zeman, si chiude il primo tempo.
Nella ripresa il copione non cambia, nonostante qualche offensiva in più del Delfino che si fa davvero pericoloso solo all’80’ con un tiro-cross di Cangiano che costringe Pisseri a tuffarsi per deviare in corner. L’episodio sveglia l’orgoglio abruzzese e 2 minuti dopo il portiere ospite si ripete nel miracolo sull’incornata di Aloi. Il tentativo di assedio finale non è proficuo e il Pescara, ormai definitivamente in crisi, torna a perdere.