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Teramo

Giulianova, la foce del Salinello come uno stagno putrescente: la segnalazione

Il comitato Giulianova zona nord preoccupato dalla situazione

Sayonara Tortoreto

Giulianova. Il tempo delle rassicurazioni bonarie, delle pacche sulle spalle, dei sorrisi accondiscendenti, delle promesse declamate con generosità e restate senza riscontro, è finito.

La foce del fiume Salinello è diventata uno stagno putrescente: pesci e granchi morti, fango, mucillagine, puzzo nauseabondo.

Il Comitato “Giulianova zona nord” sta segnalando alle istituzioni responsabili ormai da oltre un anno le condizioni del fiume. Nessuna risposta. Solo ipocrite rassicurazioni, ma nessun intervento.
Il Comitato ha sempre apprezzato e riconosciuto la disponibilità all’ascolto delle autorità pubbliche, a partire dal Sindaco. Ma la disponibilità all’ascolto, se non è seguita dalla realizzazione degli impegni presi, assume la forma della presa in giro.

Le condizioni del fiume Salinello sono disastrose, non solo sul piano dell’impatto turistico, (ne esce l’immagine di una città sciatta, sporca, per nulla accogliente), ma soprattutto sul piano igienico-sanitario. L’acqua stagnante, la fanghiglia, i pesci ed i granchi morti, l’olezzo insopportabile costituiscono un quadro allarmante per la salute pubblica.
“Il Sindaco, nella sua qualità di massima autorità sanitaria locale, ha il dovere di intervenire con ogni urgenza e porre rimedio alla vergognosa situazione descritta e mettere in sicurezza la salute dei cittadini residenti e dei turisti.
L’inerzia delle istituzioni di fronte al disastro in atto aprirebbe la strada al coinvolgimento dell’Autorità Giudiziaria”, si legge in una nota.

 

 

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