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Teramo

Roseto, spese legali del Comune: ecco chi sono i veri responsabili

La maggioranza replica alle accuse e le rispedisce al mittente

Roseto. “Se i consiglieri Petrini, Ginoble e Di Giuseppe cercano così ardentemente i responsabili delle spese sostenute dal Comune per le battaglie legali sul regolamento del Consiglio devono solo guardarsi allo specchio e avranno la loro risposta”. Con queste parole i Consiglieri di Maggioranza di Roseto rispondono all’ultimo comunicato stampa dei tre capigruppo di minoranza.

 

Non accettiamo lezioni da chi, come l’attuale consigliera di minoranza Teresa Ginoble, si è distinta nel corso del suo mandato di Presidente del Consiglio Comunale per una serie lunghissima di ricorsi in Consiglio di Stato, come quello sulla Tari del 2018 – aggiungono i Consiglieri di Maggioranza – Non accettiamo lezioni da chi, nel corso del suo mandato da Presidente del Consiglio Comunale, ha ricevuto una serie di censure importanti riguardanti la gestione dei lavori dell’Assise Civica. Vogliamo ricordare solo alcune delle tante forzature di cui si è resa protagonista Ginoble: il Piano Particolareggiato di Casale portato avanti nonostante mancasse il Piano Acustico; la mancata fornitura di documenti alla minoranza riguardanti importanti Delibere, come avvenuto sul Project Financing; la mancata calendarizzazione delle mozioni e delle interrogazioni; l’ostruzionismo sugli emendamenti delle opposizioni che spesso non venivano neanche ammessi alla discussione. Non accettiamo lezioni, infine, da chi ha visto sua Presidenza costellata da innumerevoli ricorsi al TAR contro le delibere adottate, alcuni dei quali sono ancora sub iudice. Ci meravigliamo di come Francesco Di Giuseppe si sia dimenticato di tutto questo e sia diventato un suo amico fraterno”.

“Rimandiamo al mittente tutte le accuse di mancata partecipazione al processo di revisione del Regolamento del Consiglio e, a tal proposito, vogliamo rinfrescare la memoria ai tre ricorrenti seriali – dicono ancora i Consiglieri di Maggioranza – Tutto nasce, infatti, a dicembre 2021 quando viene istituita una commissione temporanea di scopo con l’obiettivo di revisionare il Regolamento. Commissione che viene votata all’unanimità da tutti i consiglieri, compresi Petrini, Ginoble e Di Giuseppe che, però, decidono di non partecipare ai suoi lavori o, nel caso di Di Giuseppe, di partecipare senza portare alcun contributo. Petrini, addirittura, giustificava le sue assenze affermando candidamente e pubblicamente che il mese di agosto non fosse consono a riunioni di questo tipo e che in quel periodo era preferibile andare al mare. La Commissione, dopo 9 mesi di lavoro, licenziava un testo che raddoppiava i tempi di intervento di discussione, che prevedeva il Question Time e tante altre innovazioni che andavano nel segno della partecipazione. Superata questa fase, caratterizzata dal nostro spirito di condivisione, si arriva alla discussione in Consiglio che vede, a poche ore dall’inizio della seduta, il deposito di circa 10mila emendamenti seriali, neppure firmati, elaborati dall’Intelligenza Artificiale e di natura puramente ostruzionistica. Una situazione, di certo non voluta da noi, che ci ha costretto ad agire di conseguenza per evitare il blocco dell’attività consiliare e dell’attività amministrativa, che avrebbe danneggiato solo i cittadini”.

“Sono stati Petrini, Ginoble e Di Giuseppe ad insistere per mesi sul fatto che, a loro dire, non fosse in vigore un Regolamento valido ed efficace e che sarebbe stato necessario riapprovarne uno nuovo – dicono ancora i Consiglieri di Maggioranza – Sono stati loro, quindi, a trascinarci in un nuovo contenzioso. Noi ci siamo solo limitati a resistere a ricorsi del tutto pretestuosi, fondati su formalismi, che non hanno nulla di sostanziale per la vita dei cittadini di Roseto. Inoltre, è paradossale che proprio coloro che si ergono a strenui difensori del diritto di presentare emendamenti, ovvero Petrini, Ginoble e Di Giuseppe, abbiano di fatto disertato il loro ruolo istituzionale. La loro scarsa partecipazione ai lavori del Consiglio Comunale, con la quasi totale assenza di emendamenti proposti e la frequente abitudine di abbandonare l’aula al momento del voto, dimostra una palese contraddizione tra le loro parole e le loro azioni. D’altronde non possiamo aspettarci altro da chi, come il consigliere Di Giuseppe, oramai non partecipa più ai Consigli Comunali e, quando ci degna della sua presenza, lo fa solo da remoto e per brevi periodi. Siamo noi, quindi, a subire i loro ricorsi ed è nostro dovere resistere per tutelare l’attività amministrativa e il lavoro di un Consiglio che è al servizio, con i suoi atti, della intera collettività. Non possiamo lasciare in sospeso situazioni che potrebbero avere ripercussioni sulla nostra comunità”.

“Prendiamo atto, infine, che Fratelli d’Italia, guidata dal Capogruppo Francesco Di Giuseppe, ha scelto definitivamente il suo campo politico di appartenenza per le prossime amministrative: quello del “Ginoblismo rosetano” che tanto ha combattuto in passato e in campagna elettorale e che, a quanto pare, si arricchirà del simbolo di Fratelli d’Italia”, concludono i Consiglieri di Maggioranza.

 

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