
Slogan per scongiurare gli aumenti Irpef e slogan con scritto ‘Marsilio dimettiti’.
Si è riempita progressivamente la piazza antistante l’Emiciclo all’Aquila per la mobilitazione contro gli aumenti Irpef in approvazione al Consiglio regionale d’Abruzzo.
Presenti varie sigle sindacali, cittadini, associazioni di categoria ed esponenti politici legati ai movimenti di opposizione. I consiglieri comunali di minoranza al Comune dell’Aquila sono arrivati con un lungo striscione con scritto ‘La destra delle tasse’.
Va in scena la protesta all’Emiciclo, prima in piazza e poi nell’aula del consiglio.
“Vi ringrazio di essere qui e vi invito a restare in aula per impedire questi aumenti che tanto peseranno sui cittadini di questa regione”.
In rappresentanza delle forze di opposizione del Consiglio regionale d’Abruzzo, Luciano D’Amico parla ai manifestanti che si sono ritrovati all’Emiciclo, all’Aquila, per protestare contro gli aumenti dell’Irpef a copertura del deficit della sanità.
D’Amico ha criticato duramente la gestione della sanità e della fiscalità regionale in Abruzzo, sottolineando come, nonostante un budget annuale di 2,8 miliardi di euro, i cittadini siano costretti a cercare cure fuori regione o a sopportare lunghe attese.
Il consigliere ha accusato l’amministrazione di aver aumentato al massimo le tasse (compresa l’addizionale regionale Irpef) senza garantire servizi adeguati e denuncia il fatto che “una parte delle risorse è stata destinata a finanziamenti secondari, come circoli sportivi, invece che alla sanità”.
Nel suo intervento, D’Amico ha anche evidenziato la disparità con regioni come l’Emilia-Romagna, che con le stesse risorse offre molti più servizi. Contesta l’aumento delle tasse giustificato dal costo dell’energia, affermando che i cittadini già pagano bollette elevate.
“La gestione di questa sanità – ha denunciato – sembra simile a quella di un condominio, dove i costi vengono semplicemente divisi a fine anno senza una vera programmazione. Per questo motivo ci opponiamo all’aumento delle tasse e pretendiamo una gestione più efficiente della sanità”.
Non vogliamo partecipare al consiglio nella Sala Ipogea”.
Con queste parole, il consigliere Luciano D’Amico, a nome dell’opposizione in Consiglio regionale, ha comunicato pubblicamente il rifiuto di raggiungere la Sala Ipogea designata come sede alternativa del Consiglio dopo le proteste in massa in aula consigliare.
“Scegliamo di restare qui per due ragioni: primo perché la Sala Ipogea è presidiata dalle forze dell’ordine e non vogliamo metterci contro altri lavoratori come noi.
Secondo, perché è importante legittimare la protesta di tutte queste persone che sono qui oggi”. Solo una delegazione, guidata dal consigliere Pd Pierpaolo Pietrucci, ha raggiunto la Sala Ipogea.