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Pescara

Il Premio Flaiano lascia Pescara

L'annuncio della presidente Tiboni

La 52esima edizione del Premio Flaiano non si terrà a Pescara.

 

È quanto ha annunciato la presidente Carla Tiboni.

La causa risiederebbe negli insufficienti fondi destinati all’iniziativa, come ha dichiarato la presidente al Messaggero: “Mancano risorse e serenità”.

Sulla nuova location non c’è certezza ma sicuramente resterà in Abruzzo.

La notizia, piombata ieri in consiglio comunale, ha scatenato le reazioni del centrosinistra, non solo comunale.

Antonio Di Marco (Pd). “La perdita del Flaiano per Pescara è l’ennesima espressione del fallimento dell’Amministrazione Masci anche nelle politiche culturali. Anteporre la faziosità al valore di Premi prestigiosi e storici quali i Flaiano che animano la vita culturale della città e dell’Abruzzo, dando al nostro territorio una vetrina non solo nazionale, ma internazionale, è una cosa profondamente sciocca. Come lo è puntare solo su D’Annunzio, dimenticando Flaiano, un genio altrettanto importante, significa non avere bene in mente il valore universale della cultura. Mentre l’Abruzzo aspetta ancora una legge regionale sull’evento come ho sottolineato in Consiglio regionale, che Marsilio in sei anni, preso forse troppo da feste e fiere, non è stato capace di fare. Un’indifferenza inopportuna e inspiegabile verso il lavoro e l’intuizione che il compianto patron Edoardo Tiboni, fondatore dei Premi 51 anni fa, ha avuto e fatto crescere, lasciandoli nelle mani competenti e appassionate di sua figlia Carla Tiboni, che di anno in anno ha dovuto combattere contro burocrazia e continui ostacoli, anche i più imprevedibili. Se il Comune di Pescara non è capace di mantenere in città una manifestazione tanto importante, intervenga la Regione, non è pensabile che Pescara debba vivere solo di Notti dei serpenti”.

Erika Alessandrini (M5s). “La decisione di trasferire i Premi Flaiano fuori da Pescara è un fatto gravissimo, che segna un punto di non ritorno per la cultura nella nostra città. Un dramma identitario che affonda le sue radici nell’incapacità e nella politicizzazione della gestione culturale operata dal centrodestra guidato dal sindaco Masci. Le parole pronunciate ieri mattina in Consiglio comunale dall’assessore alla cultura, Mariarita Carota, dopo aver appreso la notizia, anziché fare chiarezza, aumentano l’indignazione. Dichiarare di voler “capire le reali motivazioni” di questa scelta è un esercizio ipocrita e inutile. Le ragioni sono chiare e risiedono nella disastrosa gestione della cultura da parte dell’amministrazione Masci. Un’aggravante inaccettabile è la sproporzione nella distribuzione dei fondi pubblici. Lasciar andare via i Premi Flaiano è un tradimento verso Pescara. Questo evento non è solo cultura, è identità, è prestigio internazionale, è la storia di Pescara. L’amministrazione Masci, invece di investire per preservare questo patrimonio, ha scelto consapevolmente di rivolgere le risorse pubbliche su eventi politicamente schierati come la Notte dei Serpenti piuttosto che sulla qualità e il prestigio di chi fa solo cultura. Pescara è umiliata da questo modo di gestire il nostro patrimonio culturale. Il Movimento 5 Stelle chiede che l’amministrazione Masci si assuma immediatamente la responsabilità di questo disastro e intraprenda azioni concrete per rimediare a questo gravissimo danno d’immagine”.

Il Circolo PD Di Vittorio – Pescara Portanuova manifesta la sua piena solidarietà alla Presidente dei Premi Internazionali Ennio Flaiano, Carla Tiboni. “Il continuo boicottaggio da parte dell’amministrazione comunale e del Sindaco Masci hanno costretto Carla Tiboni a spostare da Pescara la storica manifestazione internazionale che dal 1974 si tiene nella città natale di Ennio Flaiano, coinvolgendo personalità di grande rilievo del cinema e della cultura. Ci uniamo all’azione di protesta dei nostri rappresentanti del Partito Democratico nel Consiglio Comunale per il taglio ai fondi che l’amministrazione comunale dovrebbe invece mettere a disposizione per un VERO evento di rilievo internazionale per la nostra città. Portanuova ha il vanto di custodire alcuni dei più prestigiosi luoghi di cultura della città, che spesso hanno anche ospitato i Premi Flaiano e altre importanti manifestazioni, ma che sono stati mortificati da questa amministrazione: il teatro D’Annunzio, dichiarato inagibile a marzo del 2024 e per il quale non sono ancora stati avviati i progetti di ristrutturazione e messa in sicurezza; il Mediamuseum, inaccessibile a causa di lavori iniziati nella prospiciente piazza Alessandrini nell’ottobre del 2023 e che si sarebbero dovuti concludere nel luglio 2024 ma ancora in corso; il teatro Michetti, di proprietà comunale, ancora chiuso nonostante una prima ristrutturazione avviata nel 2016 e completata nel 2021. È intenzione del nostro circolo costruire un dossier sul ritardo nei lavori e sullo stato di abbandono dei beni museali e culturali nella nostra città e in particolar modo a Portanuova”.

Onorevole Luciano D’Alfonso: “Annuncio interrogazione parlamentare”. “Annuncio che intendo promuovere un’interrogazione parlamentare per fare luce sulla singolare vicenda che si è determinata nella città di Pescara, costringendo la Presidente Carla Tiboni a comunicare che questa edizione dei Premi Flaiano non si farà a Pescara. È come se da un giorno all’altro si venisse a sapere che la Biennale non si farà a Venezia, o che il Festival di San Remo si farà a Forte dei Marmi. Ci sono legami e connessioni che non si possono scalfire. Se accade vuol dire che è accaduto l’impensabile.

Mi preoccupa molto che l’avvocato Carla Tiboni, che è persona straordinariamente avveduta e prudente, abbia dovuto prendere atto che mancano condizioni di serenità. Chi o cosa ha determinato questo? Quanto ha inciso l’antipatia personale del sindaco di Pescara? Ed è ammissibile che questo possa accadere rispetto a una realtà che è un patrimonio della città?
Ma ancora, vedo un grande rischio. Il rischio che il modello della Regione di dare mance alla cultura possa strabordare ovunque. A Pescara, infatti, c’era una tradizione consolidata di finanziamento ai Premi Flaiano. Quest’anno di colpo la cosa ha assunto la consistenza quasi salivosa di una mancia. Non va bene che questo accada, non deve accadere.

Nelle tradizioni liberaldemocratiche le istituzioni promuovono e sostengono le iniziative culturali espresse dalle libertà della società, dai mondi vitali della comunità. Non le vessano, non le umiliano. Non le costringono a migrare altrove perché dispiacciono per ignoti motivi a chi detiene un potere che dovrebbe essere democratico. La vitalità culturale non può coincidere con la genuflessione ai poteri delle istituzioni verticali. Voglio pensare che il gravissimo accaduto verrà velocemente razionalizzato, permettendo a Pescara di non perdere un “elemento faro” della sua consistenza culturale, della sua riconoscibilità identitaria, della sua capacità espressiva. Le persone fisiche possono avere antipatie o simpatie, le persone giuridiche NO. Nelle terre segnate da istituzioni sbagliate il Capo amministra i prodotti culturali, li fa vivere, li fa essiccare o morire. Noi dobbiamo essere realtà altra, testardamente differente. La Cultura con la sua domanda di libertà merita di più dei dispetti”.

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